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PRODUZIONI IN FASE DI REALIZZAZIONE

STAZIONE AURORA


Il film cortometraggio ha completato la fase di pre-produzione. La realizzazione del film sta incontrando numerosi ostacoli e la produzione è da quasi due anni in fase di definzione del budget prefissato. Il tema del film e la battaglia culturale, sociale e politica che è sottesa alla realizzazione di questo progetto ha costretto Legambiente ad una dura lotta per trovare i finanziamenti necessari alla produzione.

Produzione/ Production: Legambiente Marche, Camera di Commercio Macerata, Comune di Macerata

Distribuzione/ Distribution: Legambiente Marche, VIEWIndipendentFilmProduction, OFFICINE MATTOLI Tolentino

IL FILM: Il cortometraggio della durata di circa 30 min. vuole essere una rappresentazione della grottesca, sottovalutazione collettiva (anche culturale) di una così palese opportunità (quella rappresentata dalla via del ferro). Nel corto i personaggi interagiscono in una stazione dei treni e lungo i binari della ferrovia, ripercorrendo, in parte a piedi, alcuni tratti della storica linea Civitanova-Albacina, dando vita ad una serie di “quadri” a spot, anche surreali ma ben costruiti portandoci a conoscere tanti aspetti diversi della storia della ferrovia, della sua importanza per il territorio e i suoi abitanti e dell’opportunità di sfruttarne le potenzialità oggi in un mondo sempre meno “sostenibile”.

Il film serve come utile strumento per suggerire un cambiamento radicale, anche culturale, del modo in cui questa infrastruttura deve essere oggi interpretata e utilizzata sullo sfondo di un progetto completo di rilancio della mobilità ferroviaria – una forma di mobilità che per la nostra Regione, data la sua posizione nel sistema territoriale italiano, ha un’importanza strategica.

L’idea del film nasce da due esigenze: da una parte la necessità di trovare in una storia, allo stesso tempo realistica e metaforica, il modo per parlare della crisi identitaria dell’individuo contemporaneo di fronte ad un mondo che si mostra sempre più globale ma che tende a isolare le persone in un modello fatto di insoddisfazione e incomunicabilità sociale e culturale evidenti; dall’altra la voglia di raccontare un luogo molto importante e molto emblematico per il nostro paese, in particolare, per una regione come le Marche, per cui la ferrovia ha rappresentato un’infrastruttura per la mobilità di straordinaria importanza che ha favorito la crescita economica di molti distretti locali.

Il progetto è partito fin dall’inizio da un’idea condivisa con Legambiente con la quale abbiamo deciso di investire e rischiare sulla realizzazione di un film.

TITOLO: STAZIONE AURORA

Durata circa 30 min.

Regia Giorgio Cingolani

Direttore della Fotografia: Claudio Meloni

Soggetto Giorgio Cingolani e Riccardo Bernini

Sceneggiatura: Damiano Giacomelli, Damiano Brué

Collaboratori alla sceneggiatura: Riccardo Bernini e Roberta Ricci

Musiche: Serena Abrami e Mauro Rosati

Per informazioni: Legambiente Marche - ONLUS  Via Vittorio Veneto 11 60122 Ancona Tel e Fax: 071200852

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.    web: www.legambientemarche.org

TRACCE DI SACRO

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Il sentimento religioso tra rappresentazioni e visioni. Tra cinemà verité e video compartecipato

Soggetto Capofila: CULTURE-AID   Associazione culturale di promozione sociale (Ancona), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Regia Giorgio Cingolani, Luca Luzi

Produzione: AMAT, CULTURE_AID

E' terminata la post-produzione del film sperimentale "Tracce di sacro". A settembre sarà distribuito su circuito nazionale e internazionale.

ABSTRACT PROGETTO

Alla base dell’idea di questo film è la convinzione che il cinema possa costituire una buona officina per una conoscenza reciproca tra le varie culture e i diversi immaginari ad esse congiunti.

Il laboratorio o l’officina visuale che è alla base della costruzione del film propone un ideale di valorizzazione delle differenze per combattere i luoghi comuni e promuovere un patrimonio di diversità che nessuna logica di dialogo ‘facile’ può ignorare o colpevolmente sopprimere.

Un vero Viaggio nelle differenze, per sottolineare la volontà di approfondire.

Da molte parti sono giunte conferme sulla validità e l’attualità di questa scelta orientata a mettere in pericolo le nostre pseudo-certezze sulle religioni: per approfondire il nostro ‘credo’ e presentarlo senza timori, per conoscere in modo non omologato e omologante il nostro “vicino”, così profondamente ignorato o travisato, e costruire ponti di dialogo tra uomini e donne di diverse religioni.

La questione dell’improvvisazione è fondamentale: “la macchina da presa diventa viva come le persone che riprende”. Il movimento nel filmato riprende e segue perfettamente l’occhio che guarda e la cinepresa definisce già il montaggio.

Sul materiale filmico l’audio viene montato in post produzione dopo aver registrato gli attori del documentario che rivedendosi raccontano ciò che accade.

Il cardine di questa tipologia di documentario è che i filmati sono riguardati insieme a chi è stato il soggetto delle riprese, “rivedere diventa guardare”.

Lo sguardo è importante perché riguardando l’immagine con i soggetti della ripresa che spiegano i significati di ciò che accade significa “rivedere attraverso e con i loro occhi”.

Questo tipo di cinema permette di acquisire una capacità di sguardo “plurale” nei confronti della realtà complessa, sia dell’immigrazione che del dialogo sulle differenze religiose; lo sguardo non si inserisce nell’inerzia dell’oggetto come un giudizio stereotipizzante ma si aggiunge alla processualità degli eventi come una moltiplicazione dei punti di vista. E’ un invito a liberarsi di due precomprensioni opposte ma egualmente fuorvianti dell’immigrato, quella che prefigura un pericolo quasi mortale, una sorta di malattia sociale da debellare, e quella che invece dipinge un eroe della postmodernità, un simbolo dello sradicamento; a questi due stereotipi occorre invece opporre una documentata contingenza – da qui il ruolo cruciale dell’antropologia come scienza “di campo”. Rigorosamente documentario, presa diretta, senza effetti speciali. Un’etnografia visiva partecipata che permette, attraverso la visione delle sequenze e delle vicende del film di cominciare a fugare le idee preconcette e i vuoti di informazione che tanto spesso producono falsi giudizi sulle religioni come causa di guerra e di conflitto sociale. Mai come in questi anni questo percorso di conoscenza è diventato urgente.

CAMPO E CONTROCAMPO

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A settembre inizieranno i laboratori cinematografici e la ricerca dell‘Università di Macerata del progetto Campo e controcampo” finanziato con il contributo della Regione Marche nell‘ambito del bando “I giovani centrano Politiche Giovanili Regione Marche.

Il progetto (Abstract): “Campo e controcampo” è un progetto che mira a dare un contributo originale sull’utilizzo dell’audiovisivo in sostegno alla didattica scolastica e in funzione di un’efficace promozione e diffusione di una cultura della legalità e della convivenza civile nelle Scuole Secondarie e fra i giovani adolescenti in generale.

Il materiale proposto in questo progetto ha un approccio immediato e facilmente comprensibile sui temi fondamentali del vivere civile, affrontando questioni intrecciate sia alla propria vita personale, sia a temi più generali che riguardano i diritti civili nel mondo e nella società nella quale viviamo.

La legalità sarà vista come mezzo, strumento a tutela dei deboli e come miglioramento delle condizioni delle persone svantaggiate.

L‘ntento è quello di utilizzare e sviluppare al meglio la duplice valenza del cinema: quella relativa al suo utilizzo di tipo collettivo che aiuta la socializzazione e quella relativa ad una prerogativa di trasmettitore di messaggi “positivi” attraverso un’attività laboratoriale e formativa cinematografica attiva.

Il progetto è composto da diversi segmenti di attività allo scopo di offrire un servizio culturale che favorisca l’educazione all’espressione e all‘utilizzo dei linguaggi audiovisivi e iconici, sollecitando l’attenzione dei giovani sull’opera cinematografica creando uno spazio di socializzazione, di apprendimento e di sperimentazione pratica.

Il progetto si basa su un’attività formativa e sperimentale cinematografica teorica e pratica allo stesso tempo, da svolgere in laboratori allestiti nelle classi degli studenti di 4° e 5° superiori che parteciperanno al progetto e, contemporaneamente, ma separatamente, un’attività simile rivolta ai ragazzi adolescenti affidati a case famiglia e/o in strutture di accoglienza o di detenzione cautelativa dove sono assistiti alcuni ragazzi minorenni che sono stati inviati dal Tribunale dei minori di Ancona per portare avanti un piano di recupero in comunità a seguito di reati “minori”, o perchè richiedenti asilo politico, o per stato di abbandono ecc...

Soggetto capofila:

Associazione Nuovo Cinema Macerata

Cine Teatro Italia, Via Gramsci, 25 – 62100, Macerata Italy

Tel/Fax +39.0733.237472
Mob +39.340.8476106

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www.nuovocinema.it

Responsabili progetto:

GIORGIO CINGOLANI (antropologo, regista e documentarista)

(www.giorgiocingolani.it, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , 348 7401308, 071.2114896)

FULVIA NABISSI (vice-presidente Associazione Nuovo Cinema)

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.   340 8476106

CONTADINI PER UN GIORNO

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Film documentario didattico sul tema dell‘agricoltura biologica, educazione ambientale, fattorie didattiche ambientato nella Provincia di Macerata.

Il progetto è a cura dell'Associazione CiSEI di Tolentino, Centro Speriementale Interculturale (http://www.cisei.info) ed è stato distribuito nelle scuole della Provincia di Macerata a partire da giugno 2014.

 

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